PORTA A PORTA: DIETRO L'EMERGENZA SI NASCONDE LA NEGLIGENZA.
L’ASS. FARE VERDE INCONTRA LA PROVINCIA DI ROMA
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Raccolta differenziata Porta a Porta a Pomezia, Quartiere Roma 2. Questo è quanto ha organizzato il Comune di Pomezia !!! |
Definizione di EMERGENZA tratta dal dizionario italiano : “circostanzaimprevista, accidente”.
E' noto come venga abusatoin Italia l'uso di questa parola del vocabolario italiano per nascondere la negligenza dei nostri amministratori . Gli uffici politici si sostituiscono agli uffici esecutivi trasformando un progetto tecnico, perfettamente concepito, in uno stato di“EMERGENZA” che scaturisce da colpe che vengono sempre imputate ad “altri” e per definizione ai cittadini indisciplinati.
Questo è quanto sta accadendo a Pomezia e questa è stata la testimonianza portata in Provincia il 25 Luglio 2011 dall' Ass. di Protezione Ambientale FareVerde in un incontro con il funzionario responsabile dei progetti di raccolta differenziata porta a porta della Provincia di Roma .
Come associazione aderente alla Rete RegionaleRifiuti Lazio,Fare Verde ha seguito sin dall'inizio questa storia, iniziata nel 2006, essendo stata la promotrice dell'adesione al bando da parte del Comune di Pomezia. L'idea venne supportata dal commissariato prefettizio Dott. Avellone e dal dirigente dell'Ufficio Ambiente Ing Gattinari, essendo in quel periodo il Comune di Pomezia commissariato. Il Comune inviò l'adesione al bando, avviando cosi'questo percorso che avrebbe consentito questa nuova gestione dei rifiuti con l'aiuto tecnico ed economico della Provincia di Roma.
Da allora si sarebbero dovuti compiere i passi previsti dalle “linee guida della Provincia di Roma”, redatte dall’Ing. Tornavacca del Parco Agrario di Monza, per diventare un comune virtuoso ed in grado di fare una ottima raccolta differenziata, come è accaduto al Comune di Ciampino, avviato al porta a porta nello stesso periodo.
Purtroppo invece a Pomezia, ad iniziare dai progetti pilota di Martin Pescatore e Torvajanica Alta, non è stato eseguito quasi nulla di quanto previsto nel progetto della Provincia, ne sono stati utilizzati i fondi stanziati per la sua attuazione. Nessuno al Comune sa giustificare, per iscritto e dettagliatamente, dove e come sono state impiegate queste somme.
Quanto di sbagliato ci fu nei progetti pilota è stato addirittura peggiorato con l'esperienza dell'estensione ai quartieri di Torvajanica, Campo Ascolano e Roma2.
L'Ass. Fare Verde dal 2006 ha continuamente cercato di correggere gli errori proponendo progetti ed idee ma il Comune di Pomezia ha puntualmente bocciato qualsiasi proposta. L'arroganza di un Comune in difficoltà che ha rifiutato qualsiasi collaborazione da parte del territorio cittadino tenendo sempre lontana Fare Verde, pur se accreditata dalla Provincia di Roma per il porta a porta, le scuole, le parrocchie, i comitati di quartiere, le associazioni di categoria, gli amministratori condominiali.
Sbagliare da soli ed attribuire la colpa ad altri, facendo letteralmente scappare ben due ottimi dirigenti, la Dott.ssa Tribulato e l’Ing. Dello Vicario.
Questo quanto da noi narrato in Provincia il 25 Luglio e queste le più gravi mancanze denunciate sull’estensione del porta a porta :
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Totale assenza di informazione ai cittadini, pessimo studio dell’abitato e carenza di contenitori per la differenziata, nonostante gli oltre 200.000 euro ricevuti in acconto dalla Provincia di Roma proprio per fare informazione ai cittadini e sostenere gli extra costi per l’acquisto dei nuovi materiali da distribuire;
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Mancanza di coinvolgimento dei centri di aggregazione cittadini ( scuole, associazioni, comitati di quartiere, parrocchie ecc. )
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Bocciatura di progetti di collaborazione anche effettuati da scuole pubbliche;
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Esonero della raccolta differenziata alle feste cittadine , al Luna Park di Torvajanica, al campeggio di Torvajanica dando in questo modo un pessimo esempio di comportamento ai cittadini ed ai turisti ( e pensare che la Provincia finanzia le ECO-Feste ! );
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Assenza di punti di informazione fissi all’interno dei quartieri coinvolti dal porta a porta per accompagnare i cittadini in maniera graduale verso il nuovo metodo di raccolta;
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Assenza di isole ecologiche funzionanti ed in grado di fare corretta informazione e mancata apertura della isola ecologica a Torvajanica la quale avrebbe aiutato a smaltire molti rifiuti del periodo estivo consentendo anche l’istruzione ai turisti;
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Assenza di avvisi correttivi ed avvisi sanzionatori per i cittadini disinformati o scorretti;
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Disinteresse del consiglio comunale per il passaggio dalla tassa TARSU alla TIA per consentire una forma di tariffa puntuale in grado di premiare i cittadini meritevoli e punire i cittadini scorretti;
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Assenza di istruzione all’uso di compostiere che consentono ai cittadini con giardino di riciclare da soli la frazione umida ( in Provincia ce ne sono a disposizione ma occorre richiederle ! );
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Totale assenza di comunicazione ai cittadini dei dati percentuali di raccolta differenziata utili al controllo dei progressi effettuati ( a tutt’oggi nessuno conosce quale percentuale di raccolta differenziata abbiamo raggiunto ).
L’ass.Fare Verde è fortemente preoccupata per il danno creato dal Comune di Pomezia all’educazione ambientale dei cittadini. In tanti ci hanno raccontato il proprio impegno per differenziare e la conseguente delusione vedendo mischiare i propri rifiuti perfettamente separati e lavati con la motivazione di uno "stato di emergenza “procurato dalla negligenza.
Non si può ricevere segnale peggiore che vedersi sbeffeggiati da un sistema che da una parte ti multa se non sei corretto e dall’altro ti mischia i rifiuti diligentemente differenziati.
Il Comune di Pomezia ha un enorme debito verso la proprietà della discarica di Roncigliano e già anni fa denunciavamo allo stesso Sindaco di oggi , Enrico De Fusco, che continuare a non differenziare ci avrebbe messo in difficoltà economica. Sarebbe stato diverso se già da anni avessimo diretto i materiali differenziati ai consorzi di raccolta anzichè continuare a riempire la discarica.
Comunque la Provincia di Roma è stata chiara, indietro non si torna ed il Comune di Pomezia non riceverà il restante 60% dei contributi se non arriva a differenziare il 50% dei rifiuti.
Ormai anche i Comuni limitrofi si stanno impegnando sul porta a porta e Pomezia non può essere esonerata dall’eseguire una corretta opera di gestione dei rifiuti.
Non sappiamo cosa intende fare il Comune per rimediare, ma un ulteriore consiglio gratuito lo possiamo dare:
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occorre immediatamente integrare l’ ufficio Ambiente con gente altamente qualificata dando continuità alla parte dirigenziale ed occorre ridirigere i fondi ricevuti dalla Provincia di Roma, distolti finora per altri obiettivi, allo scopo per cui sono stati elargiti: la raccolta porta a porta.
Noi continueremo a vegliare e a riferire l’operato del Comune nelle sedi appropriate provinciali e regionali ma invitiamo tutti i cittadini ad essere altrettanto vigili sul comportamento dei propri amministratori pubblici non arrendendosi ma anzi pretendendo il rispetto dei propri diritti.
Ass.di protezione Ambientale
FareVerde